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IL RATTO DEL LAGO testo di Marguerite Rigoglioso
Èvvi un lago, di chiare acque profonde. --Ovidio, Le Metamorfosi Scrivendo nel primo secolo avanti Cristo, Ovidio così descrisse il Lago di Pergusa, una massa d'acqua nel centro della Sicilia. Una volta gioiello dell'isola, ormai Pergusa non è nè chiaro nè profondo. I suoi cigni sono quasi scomparsi, il suo bosco si è rarefatto, ed i suoi fiori sono quasi svaniti sotto un'autodromo che circonda il suo perimetro per cinque chilometri come un cappio d'asfalto. Nel 1958, poco prima della costruzione di questo autodromo, il noto studioso Enrico Sinicropi disse che il Lago di Pergusa fa parte di un "panorama fortemente incantevole, da confondere il sogno con la realtà." Oggi, il lago sta morendo, vittima dell'assalto e della trascuratezza dalla parte dell'uomo.
Oltre ad essere una meraviglia della natura, il Lago di Pergusa è un tesoro culturale; Ovidio l'identificò come il luogo dove la dea greca Persefone fu rapita da Ade e portata all'inferno. Lì, in un prato lungo le rive, lui la sorprese mentre raccoglieva gigli e violette. Nella primavera del 1996, ho fatto un viaggio in Sicilia. In qualità di Sicula-americana, sono venuta alla madre terra per esplorare la mia antica eredità. In particolare, mi affascinava il culto antico di Persefone e della dea madre Demetra, la divinità del grano. Era una religione che era stata molto diffusa dappertutto nell'isola cominciando con l'arrivo dei greci nel ottavo secolo a.C. Durante il mio viaggio, ho esplorato molti dei siti dove ancora si trovano i resti dei tempi e degli altari che erano stati dedicati a queste dee. Ho studiato le statue e gli altri oggetti d'arte di questo culto che ci sono nei musei Siciliani. Ora, nel 1997, sono tornata di nuovo in Sicilia per fare un pellegrinaggio al lago.
Il pulman mi ha lasciato a Pergusa, un paese che si trova lungo la strada che sale alla cittadina di montagna di Enna. Ad Enna, su uno strapiombo che si chiama la Rocca di Cerere (il nome romano per Demetra), ci sono i resti di una fondazione di un tempio dedicato alla dea del grano. Secondo Ovidio, da questo posto Demetra guardava Persefone mentre la ragazza giocava al Lago di Pergusa. Ad un tratto non la vide più, quindi la dea madre cominciò la sua ricerca lunga e angosciosa per trovare la sua figlia adorata. Demetra fece divenire arida la terra fino a che Zeus convinse Ade a riportare indietro la fanciulla nove mesi all'anno.
Qui a Pergusa, una signora mi ha indicato la strada per il lago. Subito ho dovuto affrontare l'autodromo: muri di acciaio ondulato che circondavano una carreggiata larga trenta metri. Più avanti, a destra, era situata una tribuna coperta. Si usa l'autopista ogni settimana, e talvolta ogni giorno, per corse sulla Formula 3000 e per allenamenti. Il fragore dei motori mette in fuga gli uccelli che nidificano tra le canne fitte del lago. Cercavo un posto accanto al lago per sedermi e meditare, ma non l' ho trovato. Le rive di Pergusa sono state travolte dal autodromo; si riesce a vedere lo specchio del lago solo dalle colline più sopra. Finalmente ho trovato una breccia nel muro dell'autopista e mi sono avvicinata all'acqua. Ma subito mi sono resa conto che il lago non era più un lago; era diventato una palude. La costruzione dell'autodromo verso la fine degli anni '50 ha violato le legge nazionali e regionali che proibivano la costruzione così vicino ad una massa d'acqua pubblica. I soldi guadagnati con le corse sono sempre andati nelle tasche di poca gente. Nonostante gli sforzi di alcuni cittadini illuminati di eliminare l'acciaio e il cemento dell'autodromo per permettere al lago di respirare, gli interessi economici hanno continuato a vincere. Mi ha spiegato tutto questo Yvonne Kohler, una scrittrice e artista gallese che abita in Sicilia da 25 anni e ha aiutato la campagna per salvare il Lago di Pergusa.
Guardando il lago e il danno che era stato fatto, mi ha colpito il fatto che questo era un luogo dove il dramma del "ratto" del femminile succedeva ancora. Come Persefone, che era stata violentata da Ade qui su queste rive, adesso il lago stesso veniva violentato dagli uomini dall'autodromo. Sembrava che il posto possedesse qualche potere strano, misterioso, per causare questa reazione forte negli uomini. Sono andata dal lago alla fattoria agrituristica della Kohler per passare la notte. Lei mi ha parlato di Maria Cimino, una buddista praticante, come la Kohler, che lavora instancabilmente da quasi due decenni per salvare il lago. Da quando ha costituito una filiale del Fondo Mondiale per la Natura (WWF) nel ottobre 1980, la Cimino ha guidato la crociata per restaurare il lago e la sua flora e fauna, e per far togliere l'autodromo delle sue rive. Maria Cimino, che adesso ha 57 anni, ha persistito nel suo lavoro, nonostante la resistenza, talvolta violenta, da parte dei sostenitori dell'autopista. Ha ricevuto minacce anonime contro la sua vita. Inoltre, diversi progetti pubblici che lei ha proposto, inclusi un osservatorio ornitologico, un programma per creare lavori per i giovani, e un'impresa ecoturistica, sono stati ostacolati. "Maria vuole bene a questo paese," la Kohler mi ha detto. "È cresciuta qui e giocava al lago da ragazza. Lei ritiene che il Lago di Pergusa sia un luogo sacro." Parecchi giorni dopo, quando ho conosciuto la Cimino, le ho chiesto del lago. Si è lanciata in un discorso appassionato e ben informato sulla storia naturale e culturale. Pergusa, mi ha detto, è un lago salato senza sbocco sul mare. Si formò migliaia di anni fa, molto probabilmente da uno sprofondamento improvviso della terra. Il bacino risultante è stato sempre riempito dall'acqua piovana e dall' acqua che arriva a poco a poco delle rocce sotteranee. Una volta conosciuto per la sua varietà di flora e fauna, Pergusa è ancora un posto importante lungo i percorsi degli uccelli migratori. Ma la caratteristica forse più notevole del lago è il suo arrossamento periodico. Ad intervalli imprevedibili di qualche anno, l'acqua diventa di un rosso scuro; per questo, il studioso Professor A. Forti, che studiò il fenomeno nel 1932, definì il Lago di Pergusa "il lago di sangue." Questo fenomeno non è causato dall'inquinamento. Invece, secondo la Cimino, è il risultato di una reazione biochimica fra i microorganismi e lo zolfo nell'acqua per ristabilire l'equilibrio chimico del lago. L'arrossamento, quindi, è parte di un ciclo naturale. Mentre la Cimino parlava, ho avuto un'intuizione improvvisa: quando Ovidio collegò Pergusa con le dee Demetra e Persefone, era probabile che lui esprimesse una memoria culturale di una religione indigena e pre-greca che ruotava attorno il lago. L'arrossamento è stato documentato soltanto dall'ininizio del 1900, ma è possibile che succeda da millenni. Tale fenomeno senza dubbio sarebbe stato molto significativo per le civiltà antiche, che veneravano la presenza del colore rosso nella natura come una rappresentazione degli organi riprodottivi e del sangue mestruale della donna, e dunque della loro divinità femminile. La gente antica della Sicilia, perciò, avrebbe visto l'arrossamento del lago come un mistero di sangue molto potente. La Cimino continuava il suo argomento appassionato, descrivendo il deterioramento ecologico che accade al lago dagli ultimi quaranta anni. Il cemento dell'autodromo, ha spiegato, ha impedito di allargare le rive del lago. La costruzione intensiva di case e di pozzi intorno al lago ha prosciugato drammaticamente l'acqua nel bacino. Un secolo fa, Pergusa era profondo sette metri; orma è profondo meno di due. L'inquinamento risultante dal gas di scarico delle auto, da liquami, dai rifuiti, e dai prodotti chimici che vengono dall'autodromo hanno anche causato molto danno all'ecosistema del lago. La popolazione degli uccelli acquatici è diminuita profondamente, e la maggior parte dei pesci è sparita. Ma la Cimino ed i suoi colleghi attivisti hanno riportato delle vittorie nella corsa per salvare il Lago di Pergusa. Adesso è proibita la caccia lungo le sue rive (benchè persiste ancora del bracconaggio). Nel 1991, si è fatto del lago una riserva naturale, ma i sostenitori del autodromo hanno fatto pressione sui politici per indebolire le legge ambientali. Recentemente, Cimino ed i suoi colleghi hanno lanciato un appello per fare dichiarare dal Ministero dell'Ambiente il Lago di Pergusa zona umida di interesse europeo (Convenzione di RAMSAR) e porre il territorio del lago sotto la diretta competenza del Ministero dell'Ambiente. Il WWF spera, inoltre, di potere realizzare il progetto di un osservatorio ornitologico sulle rive del lago finalizzato allo studio ed alla ricerca della migrazione degli uccelli in Sicilia, progetto presentato da anni alla regione Sicilia e che tuttavia viene molto ostacolato. Mentre ascoltavo la Cimino, mi sono resa conto che lei sentiva un legame spirituale molto profondo col lago, proprio come me. "Mi porteresti lì per fare una piccola ceremonia, una preghiera per la salvezza del posto?" le ho chiesto. "Certo!," Maria ha esclamato, con un sorriso.
Entro la mattina seguente, il nostro task force spirituale ha incluso la Kohler e due amici americani che erano alla fattoria. La Cimino ha suggerito che facessimo il rituale in una chiesa abbandonata che era collocata nelle colline sopra il lago. La chiesa era stata costruita quasi 500 anni fa accanto ad una grotta che era stata identificata come un sito importante nella venerazione di Demetra e Persefone, e possibilmente anche delle dee pre-greche. Ormai la chiesa è in rovina. Rimangono soltanto quattro muri di pietra gialla senza tetto; dentro i muri si trova un piccolo bosco di alberi, piante, e cespugli.
Abbiamo camminato verso la parte della chiesa dove c'era una volta un altare, passando attraverso le ortiche che ci hanno punto le braccia e le gambe. Dopo aver pulito un posto sulla terra, la Kohler e la Cimino hanno creato un altare buddisto con coppette di ottone su una tovaglia gialla. Hanno acceso un fuoco in una pentola piccola e lo hanno curato fino a che il legno potesse bruciare senza fiamma. La Kohler ci ha dato degli fogli su i quali era scritto un canto per una ceremonia che si chiama il Sur Ngo, una preghiera buddista tibetana fatta agli spiriti locali. Qui a Pergusa, le divinità includevano le dee Demetra e Persefone, ci ha detto la Kohler.
Poi, la Cimino ha parlato. "La persona che taglia le sue radici è destinata a morire come un albero," ha detto tristemente. "Viviamo in una società che nega e dimentica il passato, e per conseguenza siamo in pericolo molto grave. Il Lago di Pergusa è un luogo di tremenda importanza storica, religiosa, e culturale. Chiediamo che il Signore del Lago ci aiuti a ristabilire in questo posto la serenità, il silenzio, la pace, e la sacralità. Chiediamo che si tolga l'autodromo in una maniera non violenta in modo che il lago possa fiorire di nuovo." "Amen," abbiamo detto tutti noi. La Kohler e la Cimino hanno tirato nel fuoco come un'offerta una mistura di farina e burro. "Alle divinità piacciono le cose con un bel profumo," ci ha spiegato Kohler. Guardavamo mentre la farina sfrigolava, diventava nera, e tirava fumo fragrante sull'aria. Pensavo a Demetra, e speravo che a lei piacesse.
Mentre il fuoco si spegnava, la Cimino mi ha stretto le mani con un sorriso tanto grande come il suo cuore siciliano. Ho pregato in quel momento perchè nello scontro fra la vita e la morte, il paradiso e l'inferno, la natura e la tecnologia che aveva luogo in questo posto antico, la mia sorella siciliana potesse essere proteta. E che il Lago di Pergusa eventualmente risorgesse dal suo inferno di cemento per vedere di nuovo la bellezza della primavera sulle sue rive. Potete contattare Margherita Rigoglioso a mrigoglioso@earthlink.net |